Il diploma di Film-maker

Nel luglio 2018, ho conseguito l'attestato di film-maker, rilasciatomi dal Centro di Formazione Cinematografico Nazionale di Roma.
Mi ero iscritto al corso un po' per caso, un po' per curiosità, un po' perchè quando lavori a “pizzichi e bocconi”, ho sempre pensato che sia un bene almeno riempire il tempo con lo studio.
Il Centro è una bella realtà, principalmente perchè gli insegnanti vengono direttamente dal mondo effettivo del cinema, cioè sono tutti dei professionisti impegnati, più o meno stabilmente, nei vari comparti del lavoro cinematografico.

E questo è positivo per chi ci si confronta, per chi vuole apprendere: è meglio conoscere la realtà di fatto, di prima mano, che avere a che fare con persone che il lavoro lo hanno visto solo di sguincio e ti insegnano e ti raccontano solo grandi teorie.
E' ovvio, ma non è scontato invece entrare in un ambiente formativo del genere, specie a Roma, dove spesso ho avuto a che fare invece con situazioni in cui la realtà lavorativa era distante anni-luce da quello che veniva insegnato, anzi, l'insegnamento e la formazione, dopotutto, erano solo una scusa del cacchio per tenerti da parte..

Ma questo è uno dei mali del nostro Paese, lasciamo perdere.
Il mio corso prevedeva 4 materie: fotografia, sceneggiatura, montaggio e regia.
Ciascuna materia è stata seguita ed insegnata abbastanza bene – magari di una o due materie avrei voluto ricevere un maggior numero di ore di insegnamento – tranne il montaggio, dove si sono verificate un paio di cose particolari, che non voglio imputare tanto all'insegnante, persona preparatissima e capace, quanto forse al gruppo, male assortito in cui mi sono ritrovato..
D'altra parte, il gruppo è una eggregora di enorme potere, secondo me, e in questo caso lo ha fatto da padrone, nonostante tutto.
Il primo problema è stato che una persona, una signora grande, quella meno preparata dal punto di vista informatico/tecnologico, la vera “pecora” del gruppo, ha costretto gli altri ad adeguarsi al suo basso ritmo di apprendimento.
Ne sono risultate delle lezioni a volte pesanti, con concetti stra-ripetuti, visto che, se la signora si fosse sforzata appena di prepararsi meglio a casa, tutti avremmo potuto procedere di buon passo nella nostra formazione sul montaggio.
L'altro punto, che ascrivo invece di più alle scelte dell'insegnante, è stata quella di prediligere il software di Adobe per il montaggio.
Essendo un software proprietario, legato ad un codice di attivazione, abbiamo dovuto usarlo solo in classe, non potendo poi trasferirlo agevolmente sul pc personale.
L'insegnante poi è stato così gentile ed in gamba, come aveva promesso, di installarmelo anche sul mio notebook, ma la cosa è avvenuta molto tardi, rispetto al calendario delle lezioni, per cui non è stato molto utile.
Ciò nonostante, devo dire che la cosa più importante, che ho compreso, nel montaggio, non è tanto il fatto di padroneggiare un software, cosa che ovviamente è un must, quanto riuscire a capire i princìpi chiave della teoria del montaggio video, principi che possono essere applicati con qualunque tipo di programma, in effetti, come poi ho riscontrato in pratica, essendo io uno smanettone da pc..
Tra tanti software di montaggio, posso consigliare spassionatamente Resolve/Da Vinci, che non solo è gratis, ma è anche straordinario in quanto a funzionalità e performance, e che è stato pensato bene, dalla a alla z, anche in quanto a formazione, la quale si può compiere autonomamente con libri e file gratuiti, messi a disposizione dalla stessa società americana.
Tornando alla scuola, in generale, ho trovato una grande disponibilità e generosità nel trasferire le conoscenze, da parte di tutti i docenti, che non si sono risparmiati neanche nell'insegnare i trucchi del mestiere o riferire particolari degni di nota del loro ambiente.
Ambedue cose rare da incontrare, in qualsiasi ambito formativo, vista la gelosia dei segreti professionali e del lavoro che circondano qualsiasi lavoro.
Detto questo, dopo il corso, resto sempre del mio parere: il cinema è un mestiere per pochi, richiede tante cose, tante persone e non pochi soldi, mentre il videomaking è molto più flessibile, meno costoso, molto più adatto agli spiriti liberi, cui mi fregio di appartenere!

Dunque, Buone formazioni e felice videomaking a tutti!






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