Sensazione di fine della storia

 Voleva essere un cortometraggio..

Si ispira, nel solo titolo, al libro “Fine della Storia” di Francis Fukuyama.
Così come ho riportato nella descrizione del video, sul canale Youtube “Frankitubi” (uno dei miei 3 canali), dove l'ho postato, dove l'audio è stato parzialmente eliminato - canale in cui ho sviluppato un po' di caccole ed esperimenti video vari.. 

Si tratta di un video che si basa su un mio testo, poi qui interpretato malamente a 2 voci, e che risale credo al 2008.
(Girato anch'esso con la Panasonicmini-dv, di cui ho già parlato )
Due voci che interloquiscono nella testa del protagonista e guidano le immagini.


L'ho girato in un ora e montato in mezzora.
Mi sono usato come attore da me, in mancanza di meglio..
Ovviamente il risultato lascia parecchio a desiderare, ma si potrebbe rifare bene, con poco lavoro, producendo sicuramente una cosa più interessante.
La tematica, più che la fine del mondo, come dice il titolo, è un po' la percezione di una già avvenuta fine del mondo, perchè i media sono ormai talmente pervasivi e svuotanti, di qualsivoglia contenuto umano, che alla fine, la percezione che se ne ricava dalla realtà (raccontata da questi) è proprio quella di una mancanza, di un vuoto, di una rassegnazione, di orrore.

In poche parole, di una sorta di fine del mondo, in fieri, già accaduta, che dovrebbe accadere o che non si sa neanche dove sia.
Curiosamente il tema (e magari anche un po' il video) è piuttosto attuale, vista la narrativa odierna sul covid e relativi.


Buona visione
Sensazione di fine dellaStoria

p.s.
Penso vi sia capitato: a volte, anche vedere cose di serie C, mal fatte, su canali tv posticci e brutti, apre la mente alle tante possibilità creative che si hanno, con una videocamera ad esempio, e che esulano (in parte) dagli schemi e dalle tecniche adoperate per realizzarli.
In altre parole: mai come oggi, le immagini dei film e seriali proposti assomigliano al processo di elaborazione dell'immagine che fa il cervello, perchè è chiaro che certi montaggi multi-camera, spinti, tendono a questo processo.
Però, trovo che questo aspetto non basti a darci effettivamente qualcosa sul piano umano, spirituale, artistico: questi invece sono aspetti che – a mio avviso – dovrebbero essere dominanti nei media, e che non lo sono affatto.
Laddove invece i media si sono fatti veicolatori, mi si passi il termine, di ben altri contenuti, molto poco educativi e migliorativi della condizione umana, quando non distruttivi e negativi.
Qualcun'altro se n'è accorto?






Commenti

Post popolari in questo blog

Giringiro

Lo spettacolo teatrale di Marco Medelin e delle considerazioni sul girare a teatro.

Cianfrusaglie